Visita cardiologica: quando viene consigliata e come si svolge?
La visita cardiologica è un accertamento specialistico i cui obiettivi principali sono quelli di escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo cardiaco.
La figura medica di riferimento è il cardiologo, uno specialista che si occupa della diagnosi, del trattamento e della cura delle patologie che interessano il cuore e le arterie. Il cardiologo è una figura importante anche in un’ottica di prevenzione.
Tra le malattie che un cardiologo si trova a gestire si ricordano le aritmie (cioè le alterazioni del ritmo cardiaco quali fibrillazione atriale, tachicardie e bradicardie patologiche, flutter atriale ecc.), lo scompenso cardiaco, le coronaropatie, l’angina pectoris, la cardiomiopatia ischemica, le anomalie cardiache congenite, l’aterosclerosi e l’ipertensione arteriosa.
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La visita cardiologica: quando viene consigliata?
In molti casi, la visita cardiologica viene consigliata dal medico base quando il paziente riferisce la presenza di segni e sintomi che possono far sospettare la presenza di un problema cardiaco, per esempio dolore al torace, affanno, giramenti di testa, svenimenti, palpitazioni (cardiopalmo), extrasistoli, riduzione della forza, gonfiore agli arti inferiori (può essere segno di scompenso cardiaco).
È opportuno precisare che non è detto che la presenza di una o più di queste manifestazioni sia necessariamente legata alla presenza di un disturbo cardiaco; per esempio, le palpitazioni sono un evento molto comune che può avere altre cause, per esempio ansia, attacchi di panico, assunzione eccessiva di caffeina, stress ecc. Anche le extrasistoli sono un’alterazione il più delle volte benigna.
Tuttavia, soprattutto se alcuni segni e sintomi perdurano o si presentano spesso, una visita cardiologica è raccomandata.
La visita cardiologica in ottica preventiva
Una visita cardiologica è consigliabile anche in ottica preventiva, anche quando non si siano manifestati segni o sintomi riconducibili a un disturbo cardiaco. Molti medici di base, per esempio, suggeriscono la visita ai pazienti over 50 a prescindere dalle loro condizioni generali di salute.
Nel corso della visita, che parte sempre dall’anamnesi (storia clinica), è possibile che il cardiologo esegua un elettrocardiogramma (ECG, esame che valuta l’attività elettrica del cuore) e/o una prova da sforzo (test ergometrico). Se il controllo non evidenzia problemi, il cardiologo rimanda la visita successiva a discrezione del medico di base.
Le cose cambiano, anche in assenza di sintomi, in presenza di fattori di rischio cardiovascolare quali ipertensione arteriosa (la cosiddetta pressione alta), dislipidemie (ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia), diabete mellito ecc. In questi casi sarà il cardiologo a suggerire la cadenza delle visite.
A seconda dei risultati della visita, il cardiologo potrà suggerire l’esecuzione di esami clinici che possono evidenziare la presenza di rischio cardiovascolare e/o di esami strumentali quali ecocardiogramma, Holter ECG 24-48 ore, Holter pressorio, ecocardiogramma sotto sforzo (eco-stress), scintigrafia miocardica, TC coronarica ecc.
La visita cardiologica in presenza di patologie note
La visita cardiologica risulta periodicamente necessaria in presenza di patologie cardiache note. Un controllo periodico risulta per esempio indispensabile per i soggetti che hanno subito un infarto, per i portatori di protesi valvolari nonché per coloro che soffrono di aritmie cardiache (per esempio la fibrillazione atriale o la tachicardia parossistica), di scompenso cardiaco, di valvulopatie ecc.
Come si svolge una visita cardiologica?
Lo svolgimento di una visita cardiologica può variare a seconda dei casi. Per esempio, nel caso si tratti della prima visita in assoluto, il cardiologo dovrà necessariamente essere messo al corrente della storia clinica del paziente. È importante che quest’ultimo sia il più dettagliato informando lo specialista su: storia medica familiare (in particolare deve riferire se in famiglia ci sono casi noti di patologie cardiache), alimentazione (modello nutrizionale seguito ed eventuale assunzione di alcolici), livello di attività fisica, patologie pregresse o croniche, farmaci assunti. È importante anche riferire al cardiologo se si è fumatori, in quanto il fumo rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di patologie cardiovascolari e polmonari.
Dopo l’anamnesi, il cardiologo ispezionerà e ausculterà cuore e polmoni con il fonendoscopioe misurerà la pressione arteriosa (l’ipertensione arteriosa è infatti un fattore di rischio cardiovascolare). Molto spesso, a sua discrezione, potrà effettuare un elettrocardiogramma a riposo o sotto sforzo. Alcuni cardiologi eseguono anche un’ecocardiografia (esame che serve a visualizzare la struttura e il funzionamento del cuore).
Una visita cardiologica ha una durata che si aggira sui 20-30 minuti, ma può essere anche più lunga, soprattutto se si tratta della prima.