Fiorentina a rischio Serie B, ma quanto è sentito oggi il calcio a Firenze?
In pochissimi si sarebbero potuti immaginare una stagione così complicata per la Fiorentina. Il club toscano aveva lavorato in estate per preparare l’assalto all’Europa che conta, ma si ritrova a fare i conti con una squadra che figura in zona retrocessione e che deve combattere per salvarsi ed evitare una discesa in B che avrebbe del clamoroso. Nonostante le ultime uscite leggermente positive, i ragazzi di Paolo Vanoli versano ancora in una situazione di classifica a dir poco drammatica. Eppure, al di là del momento sportivo, parlare di Fiorentina significa entrare in un rapporto che va ben oltre la classifica e i novanta minuti. Il legame tra la squadra viola e la città di Firenze resta uno dei più profondi e identitari del panorama calcistico italiano, anche nei periodi più bui. Anche se il rendimento attuale è effettivamente pessimo, già solo la storia che permea questa squadra è tale da convincere gli addetti ai lavori a ritenere che la Fiorentina possa ancora salvarsi, come dimostrano anche le analisi dei media e le quote sulla Serie A relative ai verdetti principali del campionato, in quanto Pisa, Verona e Lecce appaiono molto meno attrezzati rispetto ai gigliati.
Un seguito da ‘big’
La Fiorentina non è mai stata considerata una big nel senso più tradizionale del termine, ma i numeri raccontano una realtà diversa. Secondo ricerche nazionali consolidate, il club viola si colloca stabilmente tra le squadre più tifate d’Italia, con una base di sostenitori che nel tempo è rimasta sorprendentemente costante. Parliamo di centinaia di migliaia di tifosi distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione particolarmente forte nel Centro-Nord, dove la Fiorentina è una delle squadre più seguite dopo i colossi storici. Questo dato è significativo perché spiega come l’amore per la maglia viola non sia legato esclusivamente al palmarès o ai cicli vincenti. Ricordiamo che la Fiorentina vanta comunque 2 Scudetti, 6 Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, ma anche una Coppa delle Coppe. Il tifo fiorentino vive la squadra come un’estensione dell’identità cittadina, un simbolo culturale prima ancora che sportivo.
La storia del tifo organizzato Viola
La forza di questo legame emerge in modo ancora più chiaro osservando la storia del tifo organizzato. Tutto inizia nel 1931 con l’Ordine del Marzocco, primo gruppo strutturato a seguire la Fiorentina in tutta Italia, già animato da un forte senso di appartenenza cittadina. Negli anni successivi la Curva Fiesole diventa il cuore pulsante del tifo viola. Negli anni Settanta nasce il gruppo degli Ultras Viola, guidato dalla figura carismatica di Stefano Biagini, detto “il Pompa”. Questo periodo segna una svolta: il tifo diventa più organizzato, più visibile e anche più conflittuale, sia dentro che fuori dagli stadi. Gli Ultras Viola incarnano un’idea di sostegno totale, viscerale, che però si interrompe bruscamente nei primi anni Ottanta dopo episodi violenti e lo scioglimento forzato del gruppo.
Da quella frattura prende forma il Collettivo Autonomo Viola, destinato a diventare il riferimento principale per oltre trent’anni. Con il C.A.V. il tifo fiorentino vive le sue stagioni più intense, tra rivalità feroci, proteste clamorose e momenti storici come la finale di Coppa UEFA del 1990 o le contestazioni seguite alla cessione di Roberto Baggio. Anche nei momenti più drammatici, come la bancarotta del 2002 e la ripartenza dalle categorie inferiori, le curve restano compatte al fianco della squadra. Dopo lo scioglimento del Collettivo nel 2011, il testimone passa a nuove realtà come Unonoveduesei, mentre eventi dolorosi come la scomparsa di Davide Astori rafforzano ulteriormente il senso di comunità tra tifosi, città e club. Oggi, nonostante la crisi sportiva e i cambiamenti strutturali dello stadio Franchi, il sentimento resta immutato: a Firenze si può anche retrocedere, ma la Fiorentina continuerà a essere vissuta come parte integrante dell’anima della città.
Questo articolo ha esclusivamente scopo informativo e di approfondimento; non costituisce in alcun modo un invito al gioco d’azzardo, che sconsigliamo caldamente.