Liquore alla canapa: alla scoperta del canapito, tra profumi erbacei e tradizione artigianale
C’è il limoncello, immancabile dopo una cena estiva. Ci sono nocino, mirto, liquori alle erbe e quelle bottiglie senza etichetta che compaiono a fine pasto accompagnate dalla frase: “Questo lo facciamo noi”.
Nel grande universo italiano dei liquori artigianali c’è spazio praticamente per qualsiasi ingrediente aromatico. E negli ultimi anni anche la canapa è entrata nel bicchiere, dando vita a quello che viene spesso chiamato canapito.
Il nome incuriosisce, ma non bisogna lasciarsi ingannare dall’associazione immediata con la cannabis a uso ricreativo. Quando si parla di preparazioni gastronomiche occorre fare riferimento esclusivamente a ingredienti derivati dalla canapa legalmente commercializzati per uso alimentare, nel rispetto della normativa vigente.
Il risultato può essere interessante soprattutto dal punto di vista gastronomico: note vegetali, erbacee e leggermente amaricanti capaci di dare carattere a un liquore decisamente fuori dagli schemi.
Il liquore alla canapa: origini e riscoperta
Attribuire al canapito una precisa tradizione secolare sarebbe probabilmente eccessivo. È più corretto inserirlo nella grande famiglia delle preparazioni alcoliche ottenute attraverso l’infusione di ingredienti vegetali.
In Italia questa cultura ha radici profonde.
Erbe, radici, scorze, semi, frutti e spezie sono stati utilizzati per generazioni per aromatizzare acquaviti e alcol. Da questa tradizione sono nati prodotti molto diversi tra loro: dal nocino ai liquori agli agrumi, passando per amari e infusi realizzati con miscele di erbe.
La canapa, d’altra parte, non è certamente una sconosciuta nella storia agricola italiana.
Per lungo tempo l’Italia è stata un importante produttore di canapa industriale, utilizzata soprattutto per ottenere fibra destinata a corde, tessuti e altri manufatti. La coltura ha avuto un ruolo significativo anche in diverse aree della Toscana e dell’Italia centrale.
La riscoperta contemporanea della canapa ha successivamente riportato attenzione anche sui suoi possibili utilizzi gastronomici consentiti: semi, olio alimentare, farine e altri ingredienti conformi alla normativa applicabile.
È in questo clima di curiosità verso ingredienti tradizionali reinterpretati in chiave contemporanea che si può collocare il canapito.
Non un’antica ricetta codificata, quindi, ma una moderna variazione sul tema del liquore artigianale alle erbe.
| Liquore | Ingrediente caratterizzante | Profilo prevalente |
| Limoncello | Scorza di limone | Agrumato e fresco |
| Nocino | Noci verdi | Intenso e speziato |
| Liquore al finocchietto | Finocchietto selvatico | Erbaceo e balsamico |
| Mirto | Bacche/foglie di mirto | Vegetale e aromatico |
| Canapito | Ingredienti alimentari derivati dalla canapa | Erbaceo e vegetale |
Cosa contiene davvero: canapa legale e aromaticità
Qui bisogna fare una distinzione importante.
Parlare genericamente di “mettere la cannabis nell’alcol” è fuorviante e può essere anche giuridicamente problematico.
Una preparazione alimentare casalinga deve utilizzare esclusivamente ingredienti legalmente commercializzati e destinati all’uso alimentare. Non è sufficiente che una pianta appartenga a una varietà di canapa industriale perché ogni sua parte o qualsiasi suo impiego gastronomico siano automaticamente consentiti.
In Italia la Legge 242/2016 disciplina la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa proveniente dalle varietà ammesse. Per gli alimenti esistono inoltre specifiche regole relative agli ingredienti utilizzabili e ai livelli di THC.
Per una preparazione gastronomica, quindi, la scelta più prudente è semplice: acquistare ingredienti confezionati e chiaramente venduti come alimentari, senza improvvisare utilizzando materiale vegetale di provenienza o destinazione incerta.
Tra gli ingredienti derivati dalla canapa comunemente utilizzati in cucina troviamo, ad esempio:
- semi di canapa;
- olio alimentare di semi di canapa;
- farina di canapa;
- altri prodotti espressamente commercializzati come alimenti, quando conformi alla normativa vigente.
Il punto interessante, per chi ama sperimentare in cucina, è soprattutto quello aromatico.
I semi di canapa hanno un gusto caratteristico, con richiami vegetali, leggermente tostati e di frutta secca. Possono quindi essere utilizzati come base per costruire un liquore più complesso aggiungendo ingredienti tradizionali come scorze di agrumi e spezie.
E gli effetti psicotropi?
Un liquore gastronomico preparato con ingredienti alimentari di canapa conformi alla normativa non va confuso con una bevanda realizzata per ottenere effetti psicotropi.
Il protagonista, in questo caso, deve essere il profilo aromatico.
La vera domanda gastronomica diventa quindi molto più interessante: con quali profumi possiamo abbinare la canapa?
Come si prepara il canapito in casa
Per preparare un liquore alla canapa in casa si può partire dalla stessa logica utilizzata per molti liquori aromatici: infusione, filtraggio, preparazione dello sciroppo e riposo.
Per mantenere la preparazione nell’ambito strettamente gastronomico, utilizziamo semi di canapa alimentari, facilmente reperibili nei negozi specializzati e nei reparti dedicati ai prodotti naturali.
Una versione semplice
Per circa un litro di prodotto si possono utilizzare:
| Ingrediente | Quantità indicativa |
| Alcol alimentare 95° | 400 ml |
| Semi di canapa alimentari | 40-50 g |
| Scorza di limone | 1 limone |
| Acqua | 500 ml |
| Zucchero | 250-300 g |
| Spezie | Facoltative |
È fondamentale utilizzare alcol etilico alimentare destinato alla preparazione di liquori, mai alcol denaturato o prodotti non destinati al consumo.
Per prima cosa si possono tostare molto leggermente i semi in padella, senza bruciarli: il calore aiuta a sviluppare le loro caratteristiche note di frutta secca.
Una volta raffreddati, i semi possono essere trasferiti in un contenitore di vetro insieme all’alcol e alla scorza di limone, facendo attenzione a utilizzare soprattutto la parte esterna della buccia ed evitando il più possibile quella bianca, più amara.
Il recipiente va chiuso e conservato al riparo dalla luce, agitandolo delicatamente ogni tanto.
Dopo circa 7-10 giorni, l’infuso può essere filtrato accuratamente.
A parte si prepara uno sciroppo sciogliendo lo zucchero nell’acqua calda. Una volta completamente raffreddato, lo sciroppo viene aggiunto all’infuso filtrato.
A questo punto serve l’ingrediente che molti liquori casalinghi richiedono più di ogni altro: la pazienza.
Lasciare riposare il canapito per almeno due o tre settimane permette agli aromi di amalgamarsi e al profilo gustativo di diventare più armonico.
Tre variazioni interessanti
La ricetta base può essere personalizzata lavorando sugli aromi:
- agrumata: scorza di limone e arancia;
- speziata: una piccola quantità di cannella o cardamomo;
- mediterranea: scorza di limone con una componente aromatica alimentare come rosmarino.
Meglio evitare di inserire troppi ingredienti contemporaneamente. La canapa ha un gusto delicato e una quantità eccessiva di spezie rischia di coprirlo completamente.
Abbinamenti e occasioni: dal fine pasto all’aperitivo
Una volta preparata la bottiglia arriva la parte più divertente: come servirla?
La soluzione più immediata è il classico bicchierino a fine pasto, preferibilmente fresco ma non necessariamente ghiacciato. Una temperatura troppo bassa può infatti ridurre la percezione delle componenti aromatiche.
Dal punto di vista gastronomico, il carattere vegetale e di frutta secca può trovare abbinamenti interessanti.
| Occasione | Possibile abbinamento |
| Fine pasto | Cioccolato fondente |
| Degustazione | Biscotti secchi e cantucci |
| Tagliere | Formaggi stagionati |
| Dessert | Dolci a base di frutta secca |
| Aperitivo | Piccole quantità in cocktail aromatici |
In Toscana l’abbinamento più spontaneo porta inevitabilmente verso la pasticceria secca. Cantucci, biscotti alle mandorle o dolci con nocciole e noci possono dialogare bene con il carattere tostato dei semi di canapa.
Per chi ama sperimentare, il canapito può entrare anche nel mondo della mixology.
Una piccola quantità può diventare la componente aromatica di un cocktail insieme a tonica, scorza di limone o ingredienti botanici, purché si mantenga equilibrio tra dolcezza e parte vegetale.
E forse è proprio questo il modo migliore per guardare al liquore alla canapa: non come una provocazione, ma come una delle tante possibilità offerte dalla tradizione italiana degli infusi.
Una bottiglia particolare da mettere in tavola, raccontare agli amici e assaggiare lentamente.
Perché, quando si parla di liquori artigianali, metà del piacere è nel bicchiere. L’altra metà è nella storia che si racconta mentre lo si versa.